patrimonio e intercultura

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patrimonio e intercultura


"Riprendi-ti al MUDEC"



 
Da dove ha avuto origine – le azioni pregresse
“Riprendi-ti al MUDEC” è uno dei progetti pilota realizzati nell’ambito di “YEAD – Young European (Cultural) Audience Development”, un progetto europeo quadriennale (2015-2019) finanziato su bando Creative Europe che si propone di aprire le istituzioni culturali a un pubblico tradizionalmente sottorappresentato, quello dei giovani, attraverso la promozione di partnership creative tra operatori culturali e film-maker.
La prima annualità di “YEAD”, dedicata al tema “Universal Access to Culture” e coordinata da Fondazione Ismu (IT) e AlterNatives (FR), si concentra sul patrimonio culturale custodito nei musei, esplorando modalità di mediazione e interpretazione delle collezioni in grado di coinvolgere attivamente giovani portatori di sensibilità culturali diverse.
Durante il primo semestre di apertura del MUDEC (marzo-ottobre 2015) si è rilevata una scarsa frequentazione da parte degli adolescenti, un target di pubblico per il quale non era stata ancora messa a punto una programmazione dedicata. La partecipazione del MUDEC a “YEAD” è stata quindi l’occasione ideale per avviare un processo di avvicinamento al museo dedicato ai giovani con minori opportunità (di origine immigrata e non) o socialmente a rischio.
In Italia, insieme al MUDEC, partecipano al “YEAD” il MUST - Museo del Territorio Vimercatese  e il Museo “Adriano Bernareggi” di Bergamo. I musei francesi coinvolti sono il Louvre, il Musée Guimet (Parigi) e il Musée d’Angoulême (Angoulême).

Gli attori coinvolti – la rete di progetto
• Ente promotore: MUDEC - Museo delle Culture, Milano
• Istituzioni partner: Istituto professionale statale per i servizi commerciali e socio-sanitari “Oriani Mazzini”, Milano; Fondazione Ismu - Iniziative e Studi sulla Multietnicità, Milano.

Gli operatori – l’equipe di progetto

Per il MUDEC:
- Anna Antonini e Sara Chiesa (Assistenti conservatori) – referenti e coordinatrici del progetto
- Carolina Orsini e Iolanda Ratti (Conservatori) – supervisione del progetto
- Alberto Redighieri – film-maker
- Alice Bitto, Vanina Rossetti – volontarie Servizio Civile Nazionale. 

Per l’Istituto professionale “Oriani Mazzini”:
- Marco Fassino (Preside) – referente e coordinatore del progetto
- Isabella Pellicanò, Virginia Guarneri, Giulia Galimberti, Valentina Dell’Aquila, Irene Airoldi, Monica Zambelli (Docenti) – individuazione dei partecipanti e tutoraggio degli studenti coinvolti.

Per Fondazione Ismu:
- Mara Clementi – coordinatrice del progetto “YEAD”
- Simona Bodo e Silvia Mascheroni – responsabili scientifiche della prima annualità di “YEAD” (formazione e accompagnamento alla progettazione)
- Alessandra Barzaghi e Margherita Squaiella – assistenti al coordinamento organizzativo e amministrativo e alla comunicazione.

I destinatari
• 22 ragazzi dai 14 ai 21 anni, studenti dell’Istituto “Oriani Mazzini”
• le famiglie dei ragazzi e gli altri studenti dell’Istituto.

Gli obiettivi

Le finalità del progetto:
• favorire l’accesso di una fascia di pubblico sottorappresentata (giovani con diversi background socio-culturali, di età compresa tra i 14 e i 21 anni)
• ridefinire il rapporto fra il MUDEC e il suo pubblico in modo partecipativo
• rendere i giovani partecipanti protagonisti di un processo di apprendimento, riappropriazione e comunicazione del patrimonio museale ai propri coetanei.

Gli obiettivi per i destinatari:
• cambiare il punto di vista sul museo, riconoscendo una connessione tra i propri vissuti personali e il patrimonio materiale e immateriale in esso conservato
• imparare a conoscere e riconoscere la specificità degli oggetti conservati nel museo
• ascoltare, comprendere e interpretare punti di vista differenti
• imparare a lavorare in gruppo in modo partecipativo
• acquisire competenze di base (pratiche e teoriche) sul film-making
• essere consapevoli nella fruizione e nell’uso del video come possibile strumento di comunicazione del patrimonio culturale
• diventare portavoce del Museo presso i propri coetanei  attraverso l’ideazione e la realizzazione di brevi filmati.

Gli obiettivi per il museo:
• acquisire competenze nella progettazione partecipata (con il film-maker e i destinatari) e nel coinvolgimento attivo dei giovani
• fare rete con operatori di altri musei, grazie a un confronto costante con i partner italiani e francesi di “YEAD”
• sviluppare un impianto progettuale che sia replicabile nel tempo con fondi propri
• con il coinvolgimento attivo dei partecipanti, realizzare dei video per comunicare efficacemente e coinvolgere i giovani nella fruizione attiva del patrimonio culturale del museo.

Da quanto, per quanto
Da novembre 2015 a novembre 2016.
            
La formazione
L’equipe di progetto ha partecipato a un percorso formativo dedicato agli operatori museali e i giovani film-maker italiani e francesi che partecipano a “YEAD” (Milano e Torino, 17-21 novembre 2015). Progettata e coordinata da Fondazione Ismu, la formazione (v. programma del workshop) è stata propedeutica alle successive fasi di progettazione e sperimentazione.

Come si articola – Le fasi di lavoro

1. Formazione del gruppo di lavoro
• workshop di formazione condiviso con i partner italiani e francesi (operatori museali e film-maker) (cfr. voce “La formazione”)
• incontri di formazione in itinere e accompagnamento alla progettazione con gli altri musei italiani, organizzati da Fondazione Ismu.

2. Individuazione e coinvolgimento dei destinatari
• mappatura del territorio
• contatti con le istituzioni scolastiche
• costruzione partecipata con dirigenti e insegnanti del profilo dei partecipanti, e condivisione di obiettivi, tempi e modalità di realizzazione del progetto
• individuazione dei partecipanti tramite video di autocandidatura.

3. Ciclo di incontri laboratoriali e produzione video
I ragazzi hanno preso parte a 8 incontri laboratoriali con cadenza settimanale, nel corso dei quali sono entrati in dialogo con gli spazi del museo, le persone che vi lavorano, le collezioni esposte e gli oggetti conservati nei depositi. Attraverso l’utilizzo del film-making hanno avuto l’opportunità di sviluppare nuovi punti di vista sul patrimonio del MUDEC e diventare portavoce del Museo presso i propri coetanei grazie all’ideazione e alla realizzazione di brevi filmati (cfr. voce “La produzione”).

Per le fasi di documentazione, verifica e valutazione, diffusione, cfr. sotto.

Le strategie e gli strumenti
“Riprendi-ti al MUDEC” ha preso avvio da un incontro all’Istituto “Oriani Mazzini” dedicato a una presentazione del progetto nel più ampio contesto di “YEAD” e alla conoscenza reciproca tra il gruppo di lavoro (le operatrici museali e il film-maker) e gli studenti selezionati tramite il video di autocandidatura (cfr. sopra).
Gli incontri in Museo sono stati improntati al coinvolgimento attivo dei ragazzi, alternando momenti di esplorazione degli spazi del MUDEC (dalle sale dedicate alle collezioni permanenti ai depositi e al laboratorio di restauro) ad attività laboratoriali con schede di lavoro, esercitazioni in film-making individuali e in piccoli gruppi incentrate sugli oggetti del museo con tablet e una videocamera semiprofessionale (tutta l’attrezzatura – inclusiva di cavalletto, ottiche, recorder audio e microfoni – è stata acquistata  dalla Fondazione Ismu grazie a una voce di bilancio dedicata del progetto “YEAD”, e condivisa con il MUST e il Museo “Adriano Bernareggi”), sessioni di brainstorming, incontri e video-interviste con il personale del MUDEC (il direttore, il conservatore, l’assistente addetto alle collezioni, il restauratore, il registrar, l’educatore museale, il coordinatore dei servizi di accoglienza e custodia, le volontarie del Servizio Civile Nazionale), compiti a casa tra un incontro e l’altro (ad es. scegliere un oggetto a casa propria e a riprenderlo in un video di 40 secondi; preparare le domande per le video-interviste al personale del Museo).
A partire dal terzo incontro, i ragazzi sono stati divisi in 3 gruppi eterogenei per età, sesso, provenienza culturale, competenze in film-making, e hanno continuato a lavorare insieme negli incontri successivi alla realizzazione dei tre video finali sul tema “Comunica il museo ai tuoi coetanei”.
Ai fini dello svolgimento del lavoro, è stato molto utile individuare obiettivi specifici (sapere, saper fare, saper essere) per ogni incontro, relativi sia alla familiarizzazione con il museo come “risorsa” e alla scoperta delle storie che si celano dietro a ogni oggetto, sia all’acquisizione di competenze in film-making:

1° incontro:
• prendere confidenza con il museo e il percorso permanente
• imparare ad osservare un oggetto facendo leva sulla creatività
• imparare a raccontare davanti a una telecamera
• assimilare per via induttiva i concetti di campo e piano

2° incontro:
• imparare a osservare un oggetto grazie al confronto con il personale del museo
• imparare a comunicare agli altri quello che si è imparato su un oggetto
• acquisire alcune tecniche per filmare un oggetto

3° incontro:
• imparare a lavorare in gruppo per un obiettivo comune
• imparare a scrivere uno storyboard per un video breve
• suddivisione dei compiti per girare una scena
• assimilare per induzione i concetti di campo e controcampo

4° incontro:
• conoscere ruoli e compiti del personale che lavora in un museo
• imparare a effettuare una video-intervista.

Gli incontri successivi (5°, 6°, 7° e 8° incontro) sono stati dedicati alla scrittura dello storyboard, alle riprese e alla post-produzione.

La produzione
• 3 video, realizzati dai ragazzi con la supervisione del film-maker e delle referenti museali: “Secret of art”, “Unexpected tour”, “A very crazy crew at the MUDEC”
• prodotti di formazione (abilità acquisite dai partecipanti): i ragazzi hanno imparato a lavorare in gruppo, a riconoscere il museo come uno spazio “vivo” e familiare e a confrontarsi con le professionalità che vi lavorano, oltre ad aver appreso/affinato la conoscenza di alcune tecniche e attrezzature base per realizzare un video.

La documentazione
Per l’intera durata del progetto il gruppo di lavoro ha curato la documentazione con report degli incontri laboratoriali, foto e video.

Altre risorse consultabili
• backstage dedicato ai tre progetti pilota realizzati dai musei italiani (MUDEC, MUST e Museo “Adriano Bernareggi”) nell’ambito di “YEAD”
• sito web e pagina Facebook del progetto “YEAD”.

La verifica e la valutazione
La verifica e la valutazione sono state curate dalle referenti del MUDEC in collaborazione con la Fondazione Ismu:
• questionari qualitativi somministrati ai ragazzi all’inizio e alla fine del progetto, il primo per valutarne preconoscenze e consumi culturali, il secondo per valutare l’esperienza vissuta; durante la compilazione del questionario finale è spontaneamente emersa la volontà da parte dei ragazzi di ripetere l’esperienza l’anno successivo
• incontri per la verifica in itinere con la Fondazione Ismu e i gruppi di lavoro del MUST e del Museo “Adriano Bernareggi” (febbraio e maggio 2016)
• questionario predisposto da Fondazione Ismu per operatori museali e film-maker dei tre gruppi di lavoro, finalizzato a indagare le ricadute dei progetti pilota sul fronte dello sviluppo professionale, della crescita personale, delle politiche del museo.

La presentazione e la pubblicizzazione
• condivisione sui siti e social network di MUDEC, Fondazione Ismu, “YEAD”
• presentazione dei video realizzati dai ragazzi al pubblico del MUDEC e ai compagni dell’Istituto “Oriani Mazzini” (17 giugno 2016)
• condivisione del progetto con i partner italiani e francesi in occasione di un seminario bilaterale a Parigi (27-28 giugno 2016)
• presentazione dei tre progetti pilota e dei video realizzati dai partecipanti a Milano, in occasione della giornata di studi “Al museo si gira. Giovani, film-making e partecipazione culturale” (MUDEC, 11 novembre 2016), promossa da Fondazione Ismu.

Le risorse finanziarie
Il progetto è stato cofinanziato dal programma “Creative Europe” e da Fondazione Ismu.

I punti di forza

Per l’equipe di progetto:
• “Riprendi-ti al MUDEC” ha rinforzato la consapevolezza del potenziale inclusivo del museo come luogo di incontro, confronto e relazioni con/tra giovani portatori di culture ed esperienze diverse; il dato più significativo è che questa consapevolezza non si limita alle enunciazioni di principio, ma è il frutto di un’esperienza sul campo, che ha consentito di «constatare più concretamente quali sono le potenzialità del nostro museo, quali aree e quali opere possono favorire meglio il confronto e il dialogo» (citazione dai questionari di valutazione)
• l’utilizzo del video e l’esperienza “immersiva” nel museo, a stretto contatto non solo con gli oggetti ma anche con le persone che vi lavorano, hanno avuto un impatto sorprendente sui ragazzi e sul loro grado di coinvolgimento (il basso tasso di abbandono dei partecipanti nel corso del progetto, che pure si è tenuto nei mesi conclusivi dell’anno scolastico, è un indicatore significativo in tal senso)
• l’aver incluso la produzione di video realizzati dai ragazzi per comunicare il museo ai loro “pari” tra gli obiettivi del progetto è stato un fattore determinante per la motivazione dei partecipanti
• il progetto (percorso formativo propedeutico incluso) è stato vissuto dalle referenti museali e il film-maker come un’opportunità importante per relazionarsi a un pubblico diverso e acquisire nuove competenze (progettazione partecipata con professionisti portatori di saperi diversi, partenariato interistituzionale con altri soggetti attivi sul territorio, strategie per il coinvolgimento attivo dei giovani e per il team-building, utilizzo del film-making come strumento educativo…), spendibili in progetti futuri
• l’approccio partecipativo ha comportato ricadute significative anche sul piano relazionale, creando un clima di fiducia, ascolto, collaborazione e reciprocità tra l’equipe di progetto e i ragazzi
• il progetto è stato «un ottimo stimolo per tenere viva non solo la partecipazione, ma anche il lavoro interno degli operatori»
• “Riprendi-ti al MUDEC” ha sensibilizzato la Direzione del museo rispetto al valore culturale e sociale di progetti pilota come questo, nonché alla necessità di garantire continuità al lavoro con una fascia di pubblico scarsamente considerata nella pianificazione delle attività educative.

Per i destinatari:
• essere stati non solo accolti, ma coinvolti attivamente in un luogo che non pensavano fosse “per loro” («mi aspettavo tutt’altro e sono rimasta sbalordita e molto felice»; «mi sono trovato per la prima volta come narratore più che come ascoltatore»; «interagire con i giovani e renderli protagonisti all’interno di contesti culturali è importantissimo, deve essere un lavoro da portare avanti per far nascere nelle “nuove generazioni” interessi e sentimenti profondi. Basta con i social!»)
• il lavoro di squadra, sia con l’equipe di progetto sia con gli altri partecipanti («è stato un po’ complicato, ma in gruppo è stato bello e più facile»; «quando mi bloccavo, c’era sempre qualcuno che mi aiutava a sbloccarmi»; «grazie a questo progetto tutti, non solo io, hanno potuto esprimere le proprie idee»)
• aver stabilito relazioni di senso con il patrimonio grazie a una partecipazione attiva («stare a contatto con l’arte, con persone “appassionate”, mi riempie intimamente. “La cultura è l’unico riscatto”»; «ho imparato che delle cose che sono in un museo sono parte di noi, gli “esseri umani”, della storia, e sono cose interessanti, che ti fanno apprezzare anche altre culture»; «questo progetto mi ha fatto crescere, e ho imparato tante cose nuove, e mi piacerebbe tantissimo imparare di più e lavorare con le cose che prima sembravano lontanissime da me»)
• l’acquisizione di nuove conoscenze e capacità, con particolare riferimento al linguaggio e alla strumentazione audiovisiva
• l’opportunità di conoscere il lavoro del museo anche “dietro le quinte” («per la prima volta ho avuto la possibilità di vedere tutte le figure lavorative presenti in un museo»; «visitare gli spazi del museo dove il pubblico non può entrare»).

Le criticità emerse

Per l’equipe di progetto:
• la scarsa esperienza del gruppo di lavoro a fronte di un impianto progettuale complesso (accoglienza, accessibilità, educazione al patrimonio, film-making, diversi background socio-culturali dei ragazzi…), che in alcuni snodi del progetto ha reso difficile mantenere il giusto equilibrio tra le tante e diverse componenti del progetto, in particolare tra l’utilizzo del film-making come strumento educativo e lo sviluppo di nuove consapevolezze sul patrimonio come “risorsa” («il video è uno strumento utilissimo, ma deve essere sempre e necessariamente guidato dagli operatori museali, altrimenti si rischia di perdere di vista lo scopo»; «se non opportunamente guidati i gruppi perdono di vista il diretto rapporto con il museo e il patrimonio e il luogo diventa solamente una location per il girato e non il fulcro del racconto»; «il video è uno strumento efficacissimo per loro ma non credo che questa esperienza cambierà di molto la consapevolezza che hanno del patrimonio culturale. Quello che è stato senz’altro efficace è l’utilizzo consapevole degli spazi messi a disposizione e del rispetto reciproco nei momenti critici di brainstorming – cosa non semplice anche negli adulti»)
• la tempistica troppo serrata per lo sviluppo del progetto nel complesso, nonché per l’editing dei video
• il periodo di svolgimento di “Riprendi-ti al MUDEC”, che è coinciso con i mesi conclusivi dell’anno scolastico (da 22 studenti coinvolti a inizio progetto si è arrivati a 17 nelle fasi conclusive)
• le difficoltà incontrate nel condividere la strumentazione audio/video con un gruppo numeroso di partecipanti.

Per i destinatari:
• anche per i ragazzi il tempo è stato un elemento di criticità: alcuni osservano che al progetto avrebbero giovato incontri più numerosi e tempi più distesi; altri affermano che dovrebbe essere ripetuto per coinvolgere altre persone
• le difficoltà incontrate nel condividere la strumentazione audio/video con un gruppo numeroso di partecipanti.

Recapiti dell’ente promotore
MUDEC – Museo delle Culture
via Tortona, 56 – 20144 Milano
www.mudec.it

Referenti del progetto
- Anna Antonini e Sara Chiesa, Referenti e coordinatrici del progetto
annant58@yahoo.it
chiesa.sara85@gmail.com
- Carolina Orsini, Supervisione del progetto
tel. 02.88463729
Carolina.Orsini@comune.milano.it


Data di pubblicazione della scheda:
settembre 2016





















Location

LOMBARDIA / Milano

Leading partner

Museum
MUDEC - Museo delle Culture

Target groups

Studenti Istituto professionale "Oriani Mazzini" (14-21 anni)

 

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3/2019

Online resources
“Heritage of stories” website


Videos
“Our time through the Seven Heavenly Palaces: the perspective of storyteller Li Chenxi” (workshop run by Fondazione Ismu and hosted in HangarBicocca, Milan)


 

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