patrimonio e intercultura

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patrimonio e intercultura


"YEAD - Young European (Cultural) Audience Development" (YEAD year 1)



 
Da dove ha avuto origine – le azioni pregresse
Il progetto “YEAD” trae origine dall’impegno di Fondazione Ismu – Settore Educazione su due fronti:

1) Lo studio e la promozione del patrimonio culturale come nuova frontiera per l’integrazione, che la Fondazione porta avanti dal 2005 nell’ambito del
programma pluriennale “Patrimonio e Intercultura”. Quest’ultimo si articola in due principali filoni di intervento:
• la creazione e il potenziamento dell’omonimo sito, la prima e unica risorsa on-line in Italia e in Europa specificamente dedicata all’educazione al patrimonio in chiave interculturale (www.patrimonioeintercultura.ismu.org)
• la promozione di paradigmi progettuali e operativi all’avanguardia, attraverso percorsi di formazione e ricerca-azione, giornate di studio, pubblicazioni, co-progettazione di percorsi interculturali in collaborazione con istituzioni museali e un concorso per giovani artisti e istituzioni culturali (
“Arte, Patrimonio e Diritti Umani”).
 
2) La promozione della cittadinanza attiva dei giovani nell’Europa plurale e multiculturale nell’ambito del progetto europeo “YEFF! – Young European Film Forum for Cultural Diversity” (dal 2005), che include tra i suoi obiettivi:
• sostenere le potenzialità creative ed espressive dei giovani (in particolare quelli con minori opportunità) attraverso la realizzazione di prodotti multimediali
• promuovere il dialogo interculturale, lo scambio di esperienze e di prospettive fra giovani europei, valorizzando il contributo di appartenenze linguistiche e culturali diverse
• favorire la diffusione di video realizzati dai giovani sul tema della diversità culturale
• sostenere lo scambio di competenze tra giovani professionisti della comunicazione visuale, film-maker, media educator.

Gli attori coinvolti – la rete di progetto
“YEAD – Young European (Cultural) Audience Development” è un progetto europeo quadriennale (2015-2019) finanziato su bando “Europa Creativa”. 
La prima annualità di “YEAD”, sulla quale si concentra la presente scheda di progetto, è dedicata al tema “Universal Access to Culture”, ed è coordinata dalla seguente coppia di partner:
• Fondazione Ismu (Italia)
• AlterNatives (Francia).
I musei e le istituzioni coinvolte sono:
• per l’Italia: MUDEC – Museo delle Culture (Milano), MUST – Museo del Territorio Vimercatese (Vimercate), Museo “Adriano Bernareggi” (Bergamo)
• per la Francia: Centre des Monuments Nationaux (Parigi), Louvre (Parigi), Musée national des arts asiatiques “Guimet” (Parigi), Musée d’Angoulême (Angoulême).

I partner di “YEAD” nel suo complesso sono:
• Coordinatore del progetto: CVB – Centre Video de Bruxelles (Belgio)
• Istituzioni partner: Fondazione Ismu (Italia), AlterNatives (Francia), AO NORTE - Associação de Produção e Animação Audiovisual (Portogallo), Regionale Arbeitsstelle für Bildung, Integration und Demokrati (Germania), Stichting En Actie (Olanda).
Tutti i partner collaborano da anni alla rete “YEFF! – Young European Film Forum for Cultural Diversity” (cfr. voce “Da dove ha avuto origine”).

Gli operatori – l’equipe di progetto
Fondazione Ismu – Settore Educazione:
• Mara Clementi (project manager “YEAD” e coordinamento generale delle azioni Ismu sulle quattro annualità)
• Simona Bodo e Silvia Mascheroni (coordinamento scientifico della formazione e accompagnamento dei progetti pilota nei musei italiani, prima annualità di “YEAD”: “Universal Access to Culture”)
• Alessandra Barzaghi (supporto al project manager e coordinamento amministrativo)
• Margherita Squaiella (responsabile comunicazione).

I destinatari
• della formazione: operatori museali (conservatori e educatori) e giovani film-maker
• dei progetti pilota: giovani di origine immigrata e non, di età compresa tra i 16 e i 20 anni.

Gli obiettivi
“YEAD” si propone di “aprire” le istituzioni culturali a un pubblico tradizionalmente sottorappresentato, quello dei giovani, attraverso la promozione di partnership innovative tra operatori culturali e creativi (tra cui i film-maker). Il progetto si articola in quattro azioni portanti, ognuna delle quali dedicata a un tema specifico e affidata a una coppia di partner di progetto:
• 2015-2016: “Accesso per tutti alla cultura” (a cura di Fondazione Ismu e AlterNatives)
• 2016-2017: “Identità culturali” (a cura di AO NORTE - Associação de Produção e Animação Audiovisual e Stichting En Actie)
• 2017-2018: “Pubblici migranti: In/Esclusione” (a cura di RAA – Regionale Arbeitsstelle für Bildung, Integration und Demokrati e CVB – Centre Video de Bruxelles)
• 2018-2019: “Democratizzazione della cultura e Democrazia culturale” (a cura di CVB).

La prima annualità del progetto, dedicata al tema “Universal Access to Culture”, si concentra sul patrimonio culturale custodito nei musei, esplorando modalità di mediazione e risignificazione delle collezioni in grado di coinvolgere attivamente giovani portatori di diverse sensibilità culturali.
Più nello specifico, la Fondazione Ismu ha lavorato al conseguimento dei seguenti obiettivi:
• offrire agli operatori museali e ai film-maker l’opportunità di sviluppare conoscenze e abilità utili al coinvolgimento attivo dei giovani attraverso approcci innovativi all’educazione al patrimonio in chiave interculturale (film-making e storytelling)
• accompagnare i musei italiani che hanno aderito a “YEAD” nella ideazione e realizzazione di progetti pilota
• monitorare e valutare il processo e gli esiti, individuando punti di forza e criticità da condividere con una comunità di pratica allargata.

Da quando, per quanto
Il progetto “YEAD” nel suo complesso: 2015-2019.
La prima annualità, dedicata al tema “Universal Access to Culture”: 2015-2016.

La formazione
Fondazione Ismu ha curato e organizzato il percorso formativo rivolto a educatori/curatori museali e giovani film-maker che ha dato avvio al progetto.
Il workshop (
v. programma) ha avuto luogo dal 17 al 21 novembre 2015 presso il MUDEC – Museo delle Culture di Milano, e a Torino presso il Museo Nazionale del Cinema e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
La formazione è stata propedeutica alle successive fasi di progettazione e sperimentazione (gennaio-luglio 2016).
 
Come si articola - le fasi di lavoro 
1. Formazione intensiva di cinque giorni (novembre 2015) a Milano, destinata a operatori museali e giovani film-maker italiani e francesi (cfr. sopra).

2. Messa a punto e sperimentazione, a cura dei gruppi nazionali formati nella prima fase, dei progetti pilota  rivolti a una fascia di pubblico generalmente sottorappresentata nei musei, ovvero i giovani – di origine immigrata e non (gennaio-luglio 2016). Tra i propri esiti, ogni progetto ha previsto la produzione di video realizzati con il coinvolgimento attivo dei destinatari.

3. Incontro bilaterale a Parigi (giugno 2016) per la condivisione delle esperienze e degli esiti della progettazione tra il gruppo italiano e il gruppo francese (verifica in itinere).

4. Valutazione del processo e degli esiti dei tre progetti pilota realizzati nei musei italiani (cfr. la voce “La verifica e la valutazione”).

5. Seminario a Milano (MUDEC, 11 novembre 2016) aperto alla comunità di ricerca e di pratica (personale museale, film-maker, professionisti, docenti/educatori, studenti, giovani partecipanti ai progetti) con la presentazione delle esperienze pilota realizzate in Italia e negli altri paesi partner di progetto.

6. Seminario pubblico a Parigi  (dicembre 2016).

 

In parallelo alle azioni condotte da Fondazione Ismu e AlterNatives per la prima annualità di “YEAD”, gli altri quattro partner europei hanno coordinato workshop di minore durata rivolti a giovani partecipanti, che hanno realizzato video sulla tematica dell’accesso alla cultura (es. “In het museum...!?” in Olanda, “Culture@Marges” in Belgio).

 

Le strategie e gli strumenti

 

Per la formazione:

Le tre giornate del percorso formativo svoltesi presso il MUDEC – Museo delle Culture di Milano hanno previsto:

a) sessioni interattive sui seguenti temi chiave:

• “trasmettere” o “ridefinire” il patrimonio?

• lavorare con pubblici multiculturali: strategie e strumenti per una progettazione partecipata

• lavorare con gli oggetti

• valutare l’impatto

• definire le linee guida per lo sviluppo dei progetti pilota.

In queste sessioni sono stati utilizzati tabelloni e post-it per individuare le parole chiave, confrontarsi sulle problematiche ricorrenti, condividere le riflessioni e gli approdi.

Nella sessione dedicata al lavoro a diretto contatto con gli oggetti, ci si è potuti inoltre avvalere dell’accesso ai depositi del MUDEC per un’esercitazione.

b) Interventi di esperti e testimonianze di operatori museali e film-maker già impegnati nella progettazione e realizzazione di esperienze utili al lavoro dei partecipanti “YEAD” nella fase 2 (sviluppo progetti pilota).

c) Proiezione di materiali video realizzati da altri musei nell’ambito di progetti di educazione al patrimonio in chiave interculturale rivolti a giovani e adulti.

 

Le due giornate “torinesi” al Museo Nazionale del Cinema e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo hanno previsto:

a) study visits agli spazi espositivi (collezioni permanenti e mostre temporanee)

b) incontro con i responsabili dei servizi educativi delle due istituzioni e presentazione dei progetti di educazione al patrimonio in chiave interculturale che abbiano utilizzato il film-making come risorsa per la promozione della partecipazione attiva di giovani destinatari

c) workshop interattivi negli spazi espositivi coordinati da un media educator (Museo del Cinema) e da un regista/film-maker (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo).

 

Per la progettazione e la realizzazione delle esperienze pilota:

• supervisione dei conduttori esperti di Fondazione Ismu

• momenti di intergruppo dedicati a riflessioni e acquisizioni sul progetto e sui gruppi di progetto: incontri coordinati da Fondazione Ismu (febbraio e maggio 2016)

• predisposizione di strumenti per la valutazione ex ante, in itinere ed ex post del percorso formativo e dei progetti pilota realizzati nei musei italiani (cfr. voce “La verifica e la valutazione”).

 

La produzione

I progetti pilota dei musei coinvolti in Italia (periodo di realizzazione: gennaio-luglio 2016):

 MUDEC - Museo delle Culture: “Riprendi-ti al MUDEC”

 MUST - Museo del Territorio Vimercatese: “MUST REC YOUR ART”

 Museo “Adriano Bernareggi”: Ciak, si gira! Racconta il MAB”.

 

Nell’ambito di ciascun progetto sono stati realizzati dei video con il coinvolgimento attivo dei destinatari:

MUDEC - Museo delle Culture: “Secret of art”, “Unexpected tour”, “A very crazy crew at the MUDEC

 MUST - Museo del Territorio Vimercatese: “MY POST-ID”

 Museo “Adriano Bernareggi”: Incontri al museo”.

 

La documentazione

Presso la Fondazione Ismu – Settore Educazione è consultabile su richiesta un dossier predisposto dall’equipe di progetto che raccoglie tutti i documenti relativi al percorso formativo, tra cui: i supporti audiovisivi e i materiali predisposti dagli esperti che hanno condotto gli incontri formativi; la tabulazione dei post-it e tabelloni riassuntivi delle sessioni tematiche; brevi video, prodotto del lavoro in piccoli gruppi misti (ognuno composto da operatori museali e film-maker italiani e francesi) nell’ambito dei workshop presso il Museo Nazionale del Cinema e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; linee guida per la fase di sviluppo dei progetti pilota (gennaio-luglio 2016), a cura del gruppo italiano; report conclusivo della fase di formazione; report conclusivo della fase di progettazione e sperimentazione delle esperienze pilota.

 

Nell’ambito dei progetti pilota realizzati, ogni museo ha curato la documentazione del processo e degli esiti con report dettagliati degli incontri con i ragazzi, immagini fotografiche e video di backstage a cura dei film-maker (cfr. le relative schede di progetto).

 

Altre risorse consultabili

• backstage dedicato ai tre progetti pilota realizzati dai musei italiani (Museo “Adriano Bernareggi”, MUDEC e MUST)

• sito web e pagina Facebook del progetto “YEAD”.

 

La verifica e la valutazione

La verifica e la valutazione sono state curate dall’equipe di Fondazione Ismu, che ha predisposto procedure e strumenti per storicizzare, porre sotto lente di ingrandimento, comunicare e diffondere il processo attivato, i prodotti e i servizi realizzati, i risultati conseguiti.

 

Nella fase di formazione sono state condivise le linee guida per condurre il monitoraggio e l’azione valutativa dei progetti da parte dei singoli musei. Ai musei italiani che hanno preso parte al percorso formativo è stata inoltre consegnata una scheda di progetto che è loro servita sia come modello strutturale per ripercorrere gli snodi del percorso progettuale nel suo complesso ed effettuare la propria autovalutazione, sia come una utile “check-list” durante il processo di sviluppo del progetto stesso.

 

Nella fase di progettazione sono stati organizzati due incontri collettivi per verificare in itinere il progress della progettazione, confrontare aspetti ed elementi di criticità, e risolvere gli eventuali problemi emersi (febbraio e maggio 2016).

 

Sono stati infine messi a punto i seguenti questionari, volti a rilevare elementi di forza e criticità delle diverse fasi di “YEAD”:

• percorso formativo: questionario “conoscitivo” rivolto agli operatori museali italiani e francesi prima dell’inizio della formazione, al fine di rilevare esperienze pregresse ed eventuali bisogni formativi specifici dei musei coinvolti; questionario di valutazione ex post della formazione

• valutazione di preconoscenze e consumi culturali dei ragazzi coinvolti nei tre progetti pilota italiani: breve questionario quali/quantitativo messo a punto da Fondazione Ismu di concerto con i tre musei (es. questionario MUST)

• ideazione e realizzazione dei progetti pilota (dal punto di vista delle equipe di progetto)

ideazione e realizzazione dei progetti pilota (dal punto di vista dei giovani destinatari).

 

La presentazione e la pubblicizzazione

Il progetto prevede diverse occasioni di presentazione e diffusione dei risultati, intermedie e finali:

presentazioni dei video a cura dei singoli musei italiani coinvolti nel progetto: la prima si è svolta al MUDEC il 17 giugno 2016, nell’ambito di un incontro finalizzato a far conoscere al pubblico i progetti speciali rivolti ai ragazzi delle scuole superiori avviati dal museo nel 2016  

• presentazione dei tre progetti pilota e dei video realizzati dai partecipanti a Milano, in occasione della giornata di studi “Al museo si gira. Giovani, film-making e partecipazione culturale” (MUDEC, 11 novembre 2016), promossa da Fondazione Ismu. 

 

Le risorse finanziarie

“YEAD” è un progetto realizzato e cofinanziato da Fondazione Ismu con il sostegno della Commissione Europea, bando “Creative Europe”.

 

I punti di forza

 

Del percorso formativo: 

 

Gli incontri con gli esperti, la presentazione di casi di studio e le attività laboratoriali hanno risposto alle attese dei partecipanti rispetto all’opportunità di apprendere  / scoprire  / condividere / trarre ispirazione da / confrontarsi su (queste solo alcune delle parole chiave emerse nel confronto con i partecipanti):

·  le progettazioni condotte in altri musei

·  le strategie di mediazione del patrimonio in un’ottica processuale (non solo “trasmettere”, ma “ridefinire” il patrimonio)

·  le strategie di audience development

·  le potenzialità del film-making come risorsa per lo sviluppo di nuovi pubblici

·  le modalità di interazione e collaborazione degli operatori museali con i film-maker

·  le strategie di coinvolgimento attivo di giovani destinatari portatori di sensibilità culturali diverse

·  la ridefinizione del ruolo dei musei nella società contemporanea, in modo da scongiurare il rischio di “irrilevanza” di queste istituzioni agli occhi della collettività e in particolare dei giovani.

Altri elementi di forza della formazione:

·  il valore aggiunto di aver sempre lavorato in contesti museali, un’esperienza immersiva e “in presa diretta” molto apprezzata da tutti i partecipanti (es. possibilità di visitare le collezioni/le mostre temporanee, i depositi, gli spazi dedicati allo svolgimento delle attività educative; di realizzare le esercitazioni di gruppo negli spazi espositivi…)

·  l’opportunità per i partecipanti sia di valorizzare le proprie conoscenze/competenze, sia di crearne di nuove (ad es. reciproca conoscenza tra operatori museali e film-maker, maggiore consapevolezza del lavoro svolto da entrambi e delle potenzialità di una futura collaborazione, utilizzo dello storytelling, approfondimento delle strategie e degli strumenti per la valutazione di impatto…)

·  l’utilità degli spunti offerti dalle esperienze presentate e dalla sessione dedicata alla valutazione per la progettazione futura.

 

Della fase di ideazione e realizzazione dei progetti pilota:

 

a) per le equipe di progetto (operatori museali e film-maker):

·   tra gli aspetti maggiormente apprezzati vi è l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze, le più ricorrenti delle quali riguardano: l’utilizzo del film-making nell’ambito di progetti educativi, il lavoro in partenariato con il film-maker / con gli operatori museali, il coinvolgimento attivo dei giovani in processi di partecipazione culturale, la gestione di un impianto progettuale complesso (per competenze richieste, diversità dei partner coinvolti, tempistiche strette…), il potenziamento delle competenze interpersonali/relazionali

· tutti gli operatori sono stati profondamente colpiti dal livello di coinvolgimento dei ragazzi, dall’entusiasmo con cui hanno risposto alle sollecitazioni dei progetti pilota, dal clima di relazione instauratosi fin dall’inizio, sfatando in tal modo lo stereotipo dei giovani come pubblico “difficile”; il rapporto con i destinatari non è mai stato vissuto come unidirezionale, ma improntato alla reciprocità e all’apprendimento reciproco

· i progetti pilota hanno non solo confermato, ma anche rinforzato negli operatori la consapevolezza del potenziale inclusivo del museo come luogo di incontro, confronto e relazioni con/tra giovani portatori di culture ed esperienze diverse: il dato più significativo è che questa consapevolezza non si limita alle enunciazioni di principio, ma è il frutto di un’esperienza sul campo, che ha consentito alle equipe di progetto di constatare più concretamente le potenzialità dei rispettivi musei

· l’utilizzo del video è stato generalmente riconosciuto come uno strumento di grande efficacia nel coinvolgere attivamente i ragazzi, farli sentire “a casa” al museo, aiutarli a esprimere la loro creatività e a sviluppare un approccio riflessivo a ciò che stavano guardando (per le criticità, cfr. sotto)

·  molto significativo il fatto che i progetti pilota abbiano avuto ricadute istituzionali per tutti e tre i musei, quanto meno in termini di consapevolezza – non solo da parte degli operatori coinvolti nel progetto, ma della direzione e dell’intero staff – del bisogno di dare continuità a esperienze come quella appena conclusa, nonché di aumentare le occasioni di confronto con partner diversi; nel migliore dei casi, questa consapevolezza sta già portando all’attivazione di nuove progettazioni.

 

b) per i destinatari:

·   tra gli aspetti maggiormente apprezzati vi sono la partecipazione attiva a un progetto culturale, il lavoro di squadra, l’acquisizione di nuove conoscenze e competenze (tutti i ragazzi che specificano quali, le riconducono al linguaggio e alla strumentazione audiovisiva), il rapporto diretto con gli operatori del museo e il film-maker, l’essersi sentiti accolti in un luogo che non pensavano fosse “per loro”, l’apprezzamento per la possibilità di conoscere il lavoro del museo “dietro le quinte”, l’orgoglio per i risultati raggiunti e lo sviluppo/espressione della propria creatività

·   un altro esito dei progetti pilota è il desiderio espresso dalla maggior parte dei ragazzi di essere coinvolti in altri progetti culturali (non solo come nuove opportunità di arricchimento personale, ma anche per «conoscere meglio il mondo dei musei»), e più in generale un cambiamento in positivo della percezione delle istituzioni culturali

·  per molti, lavorare alla realizzazione di un video è stato utile per capire meglio il proprio rapporto con il patrimonio culturale; più in particolare: è stato un modo per apprezzare di più il patrimonio e il suo valore; ha aiutato i partecipanti a capire «cosa considero più “importante” (dettagli, opere)»; ha consentito di stare «molto tempo a contatto con il museo»; ha aiutato i ragazzi a stabilire relazioni di senso con il patrimonio grazie a una partecipazione attiva.

 

Le criticità emerse

 

Del percorso formativo:

·   tempi troppo “serrati” del programma: molti partecipanti hanno lamentato una tabella di marcia particolarmente fitta, che ha lasciato poco spazio allo scambio interpersonale informale e alla “metabolizzazione”/riflessione personale sulle tematiche affrontate e i casi di studio presentati

·  nella presentazione dei casi di studio sarebbe stata apprezzata la testimonianza non solo degli operatori, ma anche dei giovani destinatari coinvolti, in modo da conoscere più punti di vista degli attori coinvolti

·  visto il background diverso di operatori museali e film-maker, sarebbe stato utile prevedere dei momenti di formazione distinti (ad es. un modulo di inquadramento su alcune problematiche museali per i film-maker, e un modulo di approfondimento sul film-making per gli operatori museali)

·  alcuni partecipanti avrebbero trovato utile lavorare a una definizione condivisa di alcuni termini chiave (ad es. “interculturalità”) e conoscere meglio le differenze di contesto tra musei italiani e musei francesi, invece di darle per scontate

·  anche la lingua impiegata nel workshop (l’inglese) è stata un elemento di criticità: non tutti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di partecipare al dibattito e di esprimersi appieno

·  un’ultima criticità segnalata è quella di non aver visitato gli altri due musei italiani coinvolti nel progetto “YEAD”: il MUST di Vimercate e il Museo “Bernareggi”.

 

Della fase di ideazione e realizzazione dei progetti pilota:

 

a) per le equipe di progetto (operatori museali e film-maker):

·  nonostante i punti di forza sopra evidenziati, operatori museali e film-maker hanno colto alcune problematicità di fondo in merito alla natura e al grado di coinvolgimento dei / interazione con i giovani destinatari: quanta autonomia lasciare ai ragazzi, e quanto invece “guidarli” nel processo di scoperta delle collezioni e nell’elaborazione di un proprio sguardo personale attraverso lo strumento video?

·  di fatto, l’efficacia dell’utilizzo del video nell’esplorazione di nuove modalità di mediazione e interpretazione delle collezioni, nonché nello sviluppo nei ragazzi di una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale come “risorsa” si è rivelata parziale per due fondamentali  motivi: la tempistica troppo serrata e la scarsa esperienza dei gruppi di lavoro. Operatori museali e film-maker (come peraltro gli stessi ragazzi) concordano sul fatto che solo un lavoro di lungo termine sia in grado  di attivare nuove relazioni di senso significative con il patrimonio culturale. Il video, dunque, è stato riconosciuto da tutti come uno strumento molto versatile e coinvolgente, ma solo a certe condizioni di lavoro, in assenza delle quali si rischia di dimenticare la centralità del museo e delle sue collezioni, relegate a semplice pretesto
• un altro elemento importante emerso dai questionari è la difficoltà a far dialogare il processo (il museo riconosciuto dai ragazzi come “luogo di vita”, come ambiente accogliente e familiare) con il prodotto (i video finali). Questo dialogo comporta una maturità progettuale che richiede tempo ed esperienza, tanto più perché gli elementi in gioco erano tanti (accoglienza, accessibilità, educazione al patrimonio, film-making, diversi background socio-culturali dei ragazzi…); d’altra parte, l’obiettivo della prima annualità di “YEAD” era proprio quella di far “crescere” professionalmente (e relazionalmente) operatori museali e giovani film-maker attraverso lo sviluppo di partnership creative in un ambito ancora molto poco esplorato, ma di grande potenzialità
• mentre il rapporto con i ragazzi è stato in larga parte percepito come molto più “facile” ed entusiasmante del previsto, dai questionari emerge qualche difficoltà in più nella collaborazione tra operatori museali e film-maker, dovuta a specificità professionali diverse che cinque giorni di formazione condivisa (cfr. voce “La formazione”) non sono stati certo sufficienti a far dialogare senza “intoppi”; in tutti e tre i gruppi di lavoro, alcuni snodi dei progetti pilota hanno richiesto una costante negoziazione, che è stata peraltro vissuta da ognuno come stimolante e arricchente. Come era già emerso dalla valutazione del percorso formativo, l’opportunità di conoscersi e di lavorare insieme è stata molto apprezzata, tanto da portare alcuni a pensare a nuove opportunità di collaborazione.

 

b) per i destinatari:
• alcuni ragazzi avrebbero gradito più tempo da dedicare al progetto, «più persone con cui interagire, l’uso di più macchine fotografiche»
• altri hanno evidenziato come, nonostante l’esperienza in larga parte positiva, resti la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di straordinario, e che non tutti i musei sono in grado di offrire una esperienza analoga
• solo in rari casi i ragazzi credono che lavorare alla realizzazione del video sia servito a «capire meglio alcuni valori come la pazienza, il tempo, la dedizione che occorrono per realizzare un video di pochi minuti» o a «mettere insieme persone provenienti da ambiti e luoghi diversi», più che a sviluppare nuove consapevolezze sul patrimonio. 

 

Recapiti dell’ente promotore
Fondazione Ismu - Settore Educazione

via Copernico, 1 – 20125 Milano
www.ismu.org

 

Referenti del progetto

- Mara Clementi, project leader
m.clementi@ismu.org  

- Simona Bodo e Silvia Mascheroni, responsabili scientifiche formazione e accompagnamento alla progettazione dei musei
patrimonio@ismu.org

 

 

Data di pubblicazione della scheda: settembre 2016 
































Location

LOMBARDIA / Milano

Leading partner

Non-profit organization
Fondazione Ismu

Target groups

Operatori museali e film-maker; giovani di origine immigrata e non

 

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1/2019

 

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